Laboratorio esperienziale di pratiche mindfulness e yoga

Ho deciso di dedicare questo terzo percorso di mindfulness alle emozioni. Il tutto è nato da una suggestione: nella medicina tradizionale cinese ogni organo del corpo è associato a una emozione. La psicologia occidentale e le neuroscienze non hanno messo in evidenza una così precisa correlazione, tuttavia è nel nostro uso quotidiano dire, per esprimere quello che proviamo, frasi come “Ho il groppo alla gola”, “Mi si attorcigliano le budella”, ecc. Le emozioni abitano prima di tutto il nostro corpo: sono un fenomeno sfaccettato che, oltre all’esperienza soggettiva “mentale”, comporta notevoli modificazioni a livello neurovegetativo. A volte – è nell’esperienza di tutti – sentiamo il mal-essere attraverso sensazioni fisiche, che sembrano sconnesse da qualsiasi altra esperienza e non sappiamo spiegarci perché ci sentiamo così. Ma se andassimo a indagare a fondo, potremmo magari scoprire che quelle sensazioni fisiche sono collegate a qualche emozione che non ci permettiamo di vivere a pieno.

Le emozioni sono fenomeni con un naturale e fisiologico ciclo di vita: sorgono in seguito a uno stimolo fisico o mentale, hanno un loro decorso relativamente breve, nel quale si esplica la loro funzione, e poi si spengono una volta che il loro compito è terminato. Facciamo un esempio: sento un boato (stimolo fisico che arriva alle mie orecchie); immediatamente emerge una reazione fisiologica che mi predispone ad affrontare un potenziale pericolo (attacco o fuga); in parallelo parte un processo di elaborazione cognitiva che confronta in memoria il rumore con quelli conosciuti così da permettermi di stimare la reale entità del pericolo; da questa analisi emerge che il rumore è quello di un tuono, ma sono in casa, al sicuro, e quindi mi posso tranquillizzare: a questo punto l’attivazione fisiologica che mi aveva predisposto allo sforzo fisico dell’attacco o della fuga si “spenge”, perché non è più necessaria. Oppure, riconosco il rumore del tuono, ma sono all’aperto: in questo caso l’emozione della paura può proseguire fintanto che non ho trovato un posto in cui ripararmi. Qui abbiamo visto la funzione della paura: proteggerci dai pericoli; la paura cessa quando mi sento al sicuro

Tuttavia, a volte le cose non seguono questo percorso, perché ci sono, o ci sono stati, degli intoppi. Riprendiamo l’esempio precedente: sento il boato del tuono e sono in casa, ma non mi sento per niente al sicuro e il mio cuore continua a battere all’impazzata, sembra schizzarmi fuori dal petto. Perché non riesco a tranquillizzarmi? Potrebbe essere che abbia vissuto esperienze molto spiacevoli o traumatiche collegate a un temporale, così forti che l’emozione della paura non ha potuto svolgere la sua funzione efficacemente, cioè far sì che potessi sentirmi al sicuro. Di quella esperienza qualcosa è rimasto aperto, si è bloccato o è andato in tilt.

Quando un’emozione si blocca a un certo punto del suo manifestarsi – a volte anche sul nascere – qualcosa di incompiuto rimane e si accumula dentro di noi, a livello mentale e fisico. Disseppellire un vissuto emotivo non è semplice, ma ha l’effetto di una liberazione. Per esempio, riconoscere di provare rabbia in una situazione che ci opprime, ma che abbiamo sempre ritenuto “normale e giusta” non è semplice, ma ha un forte potere liberatorio.

La mindfulness – qui intesa come pratica di consapevolezza – è un buono strumento per investigare il nostro mondo emotivo e portare a galla emozioni che sono rimaste impigliate nelle nostre esperienze passate. È un buono strumento perché, anzitutto, ci permette di coltivare la calma e stabilizzare la mente; ci insegna a osservare le sensazioni del corpo e a “stare” con loro in presenza, a osservare i pensieri e lasciarli andare; ci insegna a essere gentili con quello che osserviamo dentro e fuori di noi.

Il percorso proposto

In questo laboratorio, useremo pratiche di meditazione mindfulness per osservare quello che accade al corpo e alla mente. L’obiettivo è quello di familiarizzare ed esercitarsi con queste pratiche – per chi è agli inizi – e approfondirle – per chi ha già seguito percorsi simili – allo scopo di:

  • aumentare la propria consapevolezza del momento presente
  • coltivare un atteggiamento di apertura equanime verso quello che accade
  • sviluppare una maggiore gentilezza verso sé stessi

Questi tre ingredienti possono contribuire, qualora riusciamo a portarli nel nostro quotidiano, a rendere più piena la nostra vita, ad affrontare quello che accade senza fuggire, a disinserire il pilota automatico che rende le nostre reazioni meccaniche.

Attraverso la meditazione possiamo osservare in che modo gestiamo le nostre emozioni: ci sono emozioni da cui fuggiamo e non ci permettiamo di viverle? Oppure, siamo alla continua ricerca di particolari emozioni? Attraverso la meditazione coltiviamo la calma interiore che ci permette di “stare” in presenza (o in assenza) di determinate emozioni, cosicché possiamo permettere al nostro paesaggio emotivo di dispiegarsi davanti al nostro occhio interno. E magari potremmo scoprire che, se ci permettiamo di vivere un’emozione, quella dopo un po’ se ne va e noi possiamo tornare a uno stato di calma e di pace.

Il percorso è strutturato in 7 incontri a cadenza mensile che seguiranno il seguente calendario:

Calendario Incontri
11 ottobre 2025 Nota introduttiva: lavorare sulle emozioni con la mindfulness
8 novembre 2025 Il mondo emotivo: una tavolozza di colori
13 dicembre 2025 Colori freddi: la paura
17 gennaio 2026 Tinte forti: la rabbia
14 febbraio 2026 Scala di grigi: la tristezza
14 marzo 2026 Lucentezza: la gioia
18 aprile 2026 Il paesaggio interiore

Cosa faremo durante gli incontri?

In ciascun incontro affiancherò momenti di descrizione delle pratiche mindfulness e dei loro possibili benefici, a momenti in cui guiderò meditazioni, a momenti di condivisione dell’esperienza meditativa appena fatta. Il mio compito è quello di guidarti nell’apprendimento della pratica e di facilitarti nei momenti di difficoltà che, come è frequente e normale che sia, si incontrano durante la meditazione.

In alcuni momenti, proporrò anche semplici pratiche yoga, utili sia per preparare corpo e mente alla meditazione, sia per migliorare il rapporto con il proprio corpo.

Inoltre, alla fine di ciascun incontro, riceverai del materiale di approfondimento sulla mindfulness e delle registrazioni audio di meditazioni guidate, così da poter proseguire la pratica in autonomia.

Dove, quando, come

Gli incontri si terranno presso lo Spazio Cuore, in via Lucchese 7 a Pisa.

Gli incontri si svolgeranno il sabato mattina con orario 9-12 e con cadenza mensile, a partire dall’11 ottobre 2025.

Costi e iscrizione

Il costo dell’intero percorso è di 175 euro, mentre del singolo incontro è di 30 euro.

Al costo del percorso è necessario aggiungere il costo della tessera associativa dell’associazione che ci ospiterà, nella quale è inclusa la copertura assicurativa.

È consigliata l’iscrizione perché i posti disponibili sono limitati.

Per ulteriori informazioni e per iscriverti mi puoi contattare qui.

Per conoscermi meglio ti invito a visitare il mio sito.