Pratiche di resistenza nella società della prestazione

​​«Senza un attimo di pausa o tentennamento, l’agire sprofonda nell’azione cieca e nella mera reazione. In assenza di quiete, ecco nascere la nuova barbarie. Il silenzio approfondisce la parola. Senza silenzio non c’è musica, solo rumore e baccano.»

Byung-Chul Han (Vita contemplativa)

​Fermati un attimo. Ascolta il suono di queste parole: “Fermati un attimo”. Come risuonano? Familiari? Distanti? Creano in te pace o agitazione?

Al giorno d’oggi fermarsi appare a molti una cosa difficile, complicata. Da un parte può esserci il desiderio o il bisogno di fermarsi e dall’altro la resistenza nel farlo. E quando finalmente ci fermiamo, spesso ci rendiamo conto che la mente continua a correre, ci sentiamo in colpa perché non stiamo facendo qualcosa di utile, o veniamo travolti da un’ansia sottile.

Non è un caso che accada questo. Viviamo immersi in quella che il filosofo Byung-Chul Han definisce la società della prestazione, che premia il movimento, l’efficienza, il rendersi sempre disponibili. Perfino fermarsi rischia di diventare un altro compito da svolgere bene: “fare una buona meditazione”, “garantirsi dieci minuti di mindfulness”. Senza accorgercene, rischiamo di trasformare la cura di noi stessi in un ulteriore dovere da portare a termine con successo, riducendo la mindfulness a una mera tecnica di rilassamento per ricaricarci e tornare a performare al massimo delle nostre capacità.

Ma la pratica di consapevolezza è qualcosa di radicalmente diverso.

Fermarsi non significa spegnersi. Nella tradizione contemplativa, fermarsi è un’arte: la capacità di accogliere ciò che c’è, di ascoltare prima di reagire, di restare in presenza di ciò che ci abita senza doverlo subito gestire o correggere. Non è inerzia: è disponibilità. È un tempo che, proprio perché non produce nulla, ci restituisce pienamente a noi stessi.

​Oltre la società della prestazione

​Nel suo celebre saggio La società della stanchezza, il filosofo Byung-Chul Han mostra come la nostra epoca abbia sostituito il dovere imposto dall’esterno con una forma sottile e pervasiva di auto-sfruttamento: ci sentiamo costretti a realizzarci di continuo, a migliorarci sempre, finendo spesso per sperimentare stanchezza cronica, frammentazione dell’attenzione e ansia.

​Parallelamente, lo psicoanalista Miguel Benasayag ci pone di fronte a una domanda fondamentale: stiamo semplicemente “funzionando” o stiamo realmente “esistendo”? Quando tentiamo di trattare la nostra psiche e il nostro corpo come macchine da ottimizzare o da “riparare” a tutti i costi, finiamo per scivolare in quelle che Benasayag definisce passioni tristi: un senso diffuso di impotenza, incertezza e disconnessione da ciò che conta davvero.

​La meditazione e la pratica di consapevolezza, se vissute nel loro senso originale, rappresentano un atto di gentile resistenza a questa deriva. Meditare non significa imparare a “funzionare meglio”, ma riscoprire cosa significa esistere: tornare ad abitare il proprio corpo, accogliere le emozioni per quello che sono, coltivare momenti di inattività contemplativa e disinnescare il “pilota automatico” della performance.

Il percorso proposto

Il percorso proposto è un laboratorio di pratiche mindfulness e yoga.

Nel ciclo di incontri, useremo pratiche di meditazione mindfulness per osservare quello che accade al corpo e alla mente. L’obiettivo è quello di familiarizzare ed esercitarsi con queste pratiche – per chi è agli inizi – e approfondirle – per chi ha già seguito percorsi simili – allo scopo di:

  • aumentare la propria consapevolezza del momento presente
  • coltivare un atteggiamento di apertura equanime verso quello che accade
  • sviluppare una maggiore gentilezza verso sé stessi
  • coltivare l’arte dell’inattività, riscoprendo il valore del tempo contemplativo e non programmato

Questi ingredienti possono contribuire, qualora riusciamo a portarli nel nostro quotidiano, a rendere più piena la nostra vita, ad affrontare quello che accade senza fuggire, a disinserire il pilota automatico che rende le nostre reazioni meccaniche.

Il percorso è strutturato in 7 incontri a cadenza mensile che seguiranno il seguente calendario:

Primo incontro 26 settembre 2026
Secondo incontro 17 ottobre 2026
Terzo incontro 14 novembre 2026
Quarto incontro 12 dicembre 2026
Quinto incontro 9 gennaio 2027
Sesto incontro 20 febbraio 2027
Settimo incontro 20 marzo 2027

Cosa faremo durante gli incontri?

In ciascun incontro affiancherò brevi momenti di riflessione teorica (ispirati al dialogo tra psicologia, mindfulness e filosofia contemporanea) a pratiche guidate di meditazione mindfulness, semplici esercizi di movimento consapevole, e momenti di condivisione di gruppo.

​Il mio compito sarà quello di guidarti nell’apprendimento della pratica e di facilitare i momenti di resistenza o difficoltà che possono emergere durante la meditazione.

Inoltre, alla fine di ciascun incontro, riceverai del materiale di approfondimento sulla mindfulness e le registrazioni audio delle pratiche guidate, così da poter proseguire in autonomia il tuo percorso personale.

Dove, quando, come

Dove: Gli incontri si terranno presso Spazio Cuore, in via Lucchese 7 a Pisa

Quando: Il sabato mattina, con orario 9.00 – 12.00, a partire da sabato 26 settembre 2026

Modalità: È consigliata la partecipazione all’intero ciclo per cogliere appieno la progressione del lavoro, ma è possibile valutare la partecipazione a singoli incontri previa intesa

Costi e iscrizione

  • Il costo dell’intero percorso (7 incontri) è di 175 euro.
  • ​Il costo del singolo incontro è di 30 euro.
  • ​Al costo del percorso è necessario aggiungere la quota della tessera associativa della struttura che ci ospita (comprensiva di copertura assicurativa).

È consigliata l’iscrizione perché i posti disponibili sono limitati.

Per ulteriori informazioni e per iscriverti mi puoi contattare qui.

Per conoscermi meglio ti invito a visitare il mio sito.